INVECCHIAMENTO CEREBRALE: BELLESSERE DELLA MATURITA’ DELLA VITA

 

Invecchiare? SI’, GRAZIE!

 

Tutti vogliamo vivere più a lungo e di fatto noi italiani siamo fra i più longevi al mondo. Ma il problema è la qualità della vita ed il segreto sta nel mantenere in salute corpo, mente e spirito.
L’invecchiamento è un fenomeno naturale che riguarda la somma di tutte le modificazioni biologiche e psicologiche che accompagnano ciascun individuo lungo il cammino della sua vita, una complessa cascata di processi che portano ad una trasformazione funzionale dei sistemi e dei ritmi dell’organismo. Un processo lungo e complesso, insomma, che non tutti attraversiamo allo stesso modo.

 

invecchiamento cerebrale

 

L’età anagrafica è un modo solo approssimativo di definire il nostro stato poiché esso è il riflesso non solo di un processo biologico ma anche degli esiti delle malattie, del peso delle avversità, dello stile di vita scelto, dei significati che attribuiamo a quanto abbiamo realizzato e a chi siamo diventati. Il trascorrere del tempo non deve oggi far paura: perché non implica automaticamente malattie e disabilità. A PATTO CHE CI SI MANTENGA IN SALUTE. Le demenze sono patologie, non un fatale ed inevitabile destino, tanto che nella maggior parte degli individui sani l’invecchiamento fisiologico dell’organismo inizia a causare qualche difficoltà nell’efficienza motoria e intellettiva solo dopo i 70-75 anni.

Le neuroscienze oggi ci rimandano una visione evolutiva della senescenza, scoprendo meccanismi del programma biologico deputati al mantenimento di una buona efficienza funzionale: la “ridondanza funzionale” (le funzioni delle cellule perdute sono compensate dai neuroni restanti), la “plasticità” (cellule nervose lese possono autoripararsi), la rigenerazione neuronale (presente fino a 70 anni). Il cervello si sviluppa tutta la vita purché sia tenuto sempre attivo e stimolato ed a patto che l’individuo preservi attivamente la salute.

Ma in che modo? Solo 1/3 dei fattori che portano all’invecchiamento patologico è di origine genetica, e quindi immodificabile, mentre i 2/3 derivano da fattori esterni, modificabili, come la nutrizione, l’interazione con l’ambiente e le persone, l’attività fisica. Il cervello è altamente plastico, muta – in meglio o in peggio – a seconda degli stimoli che riceve, del suo uso, della sua “manutenzione”: gli giovano le attività che appassionano, soprattutto se hanno risvolti artistici, creativi ed espressivi. Imparare cose nuove, non tralasciare gli hobby ma intensificarli, leggere e andare per musei o parchi, giocare con i propri animali, ascoltare musica, ballare e cantare o dipingere e cucinare sono tutte attività con funzioni protettive per la mente. Tutte le pratiche basate sulla meditazione, tra cui la “Mindfulness”, hanno effetti psicofisici profondi: promuovono la plasticità cerebrale, migliorano il tono dell’umore, la risposta allo stress e quella immunitaria, riducono gli effetti dell’inflammaging.
L“inflamm-ageing” è uno stato infiammatorio sistemico cronico di basso grado favorito dall’accumulo di danni e/o alterazioni a livello cellulare, molecolare, biochimico e genetico. L’INFIAMMAZIONE E’ LA CHIAVE DELL’INVECCHIAMENTO. E’ alla base delle patologie età-correlate croniche come malattie cardio-vascolari, demenze, cancro, diabete. Altera inoltre l’umore in senso depressivo: la depressione, a sua volta, aumenta il livello di infiammazione. Invecchiare bene significa scongiurare le malattie croniche degenerative, perché alla fine la maggior parte delle persone muore a cause di quelle. Ma tutte quelle malattie si alimentano dell’infiammazione. Ecco perché abbassare questo fattore e tenerlo costantemente sotto controllo è fondamentale. E per fortuna abbiamo molti mezzi per farlo!

Certo non dobbiamo badare solo al cervello! Noi siamo un’unità organica, dove organi, sistemi e funzioni si influenzano reciprocamente e concorrono a determinare in quale stato di salute ci troviamo di momento in momento. L’attività fisica è una vera e propria medicina; l’alimentazione deve seguire regole precise e gli integratori sono utili. Il cibo è un alleato prezioso ma sono le relazioni affettive, i rapporti interpersonali e la capacità di coinvolgersi autenticamente negli incontri a fare davvero la differenza nel preservare la nostra salute. I pensieri positivi e le emozioni positive che sappiamo nutrire e coltivare dentro di noi. Il benessere rimane legato alla possibilità di scambio, di interconnessione e di rete con gli altri, seguendo sensibilità, sensualità ed ascolto delle vocazioni interiori. Rimanendo curiosi e di buon umore. Sta meglio chi coltiva interessi e relazioni, che si appassiona ad attività nuove o riprende quelle magari tralasciate da tempo. L’amore fa bene al cervello ed ha un’azione anti-aging, non dimenticatelo. Può non essere facile però “lanciarsi” nella mischia ad una certa età. Dopo una vita concentrata su famiglia e lavoro, l’epoca del pensionamento e del nido vuoto può gettare nello sconforto, perché ha disabituato al tempo per sé. Il cambiamento nel fisico e la perdita di un ruolo sociale che si è giocato per molti decenni possono causare un’ansia crescente, possono spingere a chiudersi, creando la difficoltà a riorganizzare il tempo i ritmi e le attività della giornata. L’immagine che abbiamo di noi stessi dipende in buona parte dal riconoscimento degli altri. Qualche volta la depressione si fa sentire.

 

invecchiamento cerebrale

 

Tutte le ricerche confermano come il genoma non possa predire più del 10-20% dei disturbi e delle malattie che svilupperemo lungo la vita, mentre i cambiamenti nel comportamento, negli atteggiamenti e nella vita sociale, nell’alimentazione hanno sicuramente un impatto maggiore sulla salute o sulla sua perdita.

Ma serve un approccio sistemico alla salute, UN APPROCCIO CHE ABBIA AL CENTRO L’INCREMENTO DELLA CAPACITA’ DI PRENDERSI CURA DI SE’ E CHE LA PSICOLOGIA TI PUO’ INSEGNARE. Perchè ogni stagione della vita è formidabile e creativa.

 

NON TENTARE DI FERMARE IL TEMPO: VIVILO. CHIEDI AIUTO A CHI TI PUO’ INSEGNARE COME FARLO AL MEGLIO

Barbara Alessio
Psicologa, Psicoterapeuta, Psicodiagnosta, Master di II° livello in Bioetica è Responsabile del Servizio di Psicologia e Psicodiagnosi della Casa di Cura per malattie neuropsichiatriche “Villa di Salute” di Trofarello (TO). Riceve in studio privato a Moncalieri (TO).
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